EMANUELE ZENATTI E LA DOLOMITES SKI RACE: SPETTACOLO DOLOMITI

19-esima edizione, 26 nazioni presenti, 900 pettorali “bruciati” il primo giorno di apertura iscrizioni (a fine  gennaio). La gara si svolge su sentiero, piste da sci e ghiaioni: lo sviluppo totale è di 22 km (salita 10 km, discesa 12 km). Partenza e arrivo Piazza Marconi a Canazei 1450 m, quota massima Piz Boè 3152 m, dislivello in salita 1750m. Questi i numeri della Dolomites Skyrace gara del circuito World Series ISF: “la regina delle Skyrace”.
Già in partenza si capisce che è uno degli eventi più sentiti e importanti al mondo per quel che riguarda la corsa in montagna. Si ride e si scherza ma la tensione è percepibile. Il percorso è molto tecnico e la concentrazione dev’essere altissima, sempre, passo dopo passo.
Attesa dell’elicottero per le riprese televisive… pronti… VIA! Dal centro di Canazei si parte a tutta! Passando fra due ali di tifosi con campanacci e bandiere da tutto il mondo si lascia subito l’asfalto del paese lanciandosi verticalmente sull’erba delle piste da sci. Temperatura 6°C…freschetto in canotta! Comunque ci si scalda subito e già al secondo km nessuno parla e scherza più. Al briefing pre-gara gli organizzatori sono stati molto chiari…”obbligo di portare la giacca antivento… fa molto freddo… temperatura -1°C al Piz Boè… percepita -4°C per le raffiche di vento da 50Km/h ed oltre”. Ognuno cerca il proprio ritmo, ascoltando cuore respiro e tutte le sensazioni in modo da dosare bene le energie a disposizione.
Fino a Passo Pordoi la pendenza continua a variare, tratti verticali alternati a tratti più corribili. Il miei pensieri sono sempre al ghiaione sotto la forcella Pordoi e alla parte centrale di discesa… le parti più difficili per me. Alla forcella bisogna passare entro le 2 ore dalla partenza (cancello) e gli unici riferimenti che ho sono il passaggio dello scorso anno a 1h36min e una prova che ho fatto 2 settimane fa arrivando al Pordoi in bici…
Per farla breve… ho iniziato a far confusione con i tempi… mi sembrava di essere in ritardo rispetto a quel che avevo in mente… e mi son messo a spingere un po’ troppo… proprio nel tratto di ghiaione dove fai 3 passi avanti e 1 indietro. Tanta… troppa energia utilizzata per arrivare al km 8 della forcella. Però il crono non è  male 1h32… meglio delle previsioni… inoltre non mi sembra così freddo come dicevano e finalmente c’è un po’ di piano dove correre… attimi di ottimismo!
Ehm. No. Due problemi. Primo: le gambe si trasformano nel famoso abete rosso della Val di Fiemme e secondo…il vento. Tanto tanto vento a raffiche. Corro eh… ma lentooo… mi superano… e in 3-400 metri mi rendo conto che sono congelato dalla testa ai piedi…ooook metto la giacca (me l’avevano dettoooo)… peccato che non sia facile… ho come l’impressione che se per caso nell’infilarla mi scivolasse… direi che arriverebbe in Marmolada…dritta dritta in pochi secondi. Ottimismo finito. La giacca non basta vorrei un piumino anzi un piumone sarebbe meglio. Arrivare al Piz Boè facendo i gradoni con i cordini d’accaio è un’odissea… Risultato: uso delle mani perso… congelate… quota massima raggiunta 3152m in 2h02minuti. 
“Che vuoi da bere? Acqua? Coca? Sali? The?” Risposta:”Ca..ca..caldo”…balbetto e manco riesco a ringraziare un’amica per il tifo e per il gel che mi ha portato fin li! Riparto immediatamente… la discesa è subito difficile ma sento davvero freddo e più in basso fa sicuramente più caldo.
Fino al rif. Boè la strada è obbligata. Il ghiaione fuori dal sentiero è troppo mobile e grosso per avventurarcisi… qualcuno ci prova… a volte si è costretti per superare… ma fuori dal sentiero vien giù troppa roba ed è veramente rischioso. Passato il rifugio…ops…ultima “salita”! Non la ricordavo! Fatico a correre e su alcuni gradoni di roccia devo quasi fermarmi. Per fortuna non è lunghissima e dopo pochi minuti si  riprende a precipitare giù per la Val Lasties. Ecco… qui… il sentiero è un opzional… ognuno si fa la propria strada per perder quota il più velocemente possibile. Scendendo torna caldo, tolgo la giacca sempre correndo in un punto più facile. Le gambe reggono…anzi tornano a rispondere pure bene… posso accelerare e fidarmi a superare un bel po’ di persone… anche le mani han ripreso sensibilità… torna  l’ottimismo… ma basta un attimo… “scivolone non controllato”… strizza… è andata bene… rallento e poi riaccelero… altro scivolone… e avanti così… un elastico… accelera frena accelera frena… cercando il limite delle proprie capacità su un terreno davvero insidioso. Si fanno più o meno 1500m di dislivello negativo in “alta tensione” prima di arrivare ad una forestale e ad un sentiero più “tranquilli”. Qui c’è anche qualche strappo in salita…  pochi metri… tanto per far sentire che le gambe sono di fatto alla frutta.  Per il finale un paio di km di forestale ghiaiosa ripidissima e l’asfalto di Canazei… allungo finale… il Garmin segna 3’34 al km… penso “se m’inciampo mi frullo”… ma la piazza, le due ali di folla e il gonfiabile d’arrivo sono li! DOLOMITES 2016! FINISHER! 3h18min! Bene! 10minuti meno dello scorso anno… ma si può ancora migliorare! Prossimo anno edizione 20… non si può mancare! Chi viene?!?
Emanuele Zenatti